IL CROCIFISSO DEI MIRACOLI DELLA CHIESA DI SAN DOMENICO

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E’ più o meno noto che a Trapani, sull’unico colle cittadino, in pieno centro storico, nel sito della chiesa di San Domenico, che fu in epoca precristiana un tempio pagano dedicato al dio Saturno e che divenne poi Cappella Reale nell’epoca della dominazione spagnola, vi sono seppellite le spoglie dei sovrani di Navarra, Teobaldo e Isabella e dell’infante Manfredi, figlio di Federico II, il quale morì a Trapani, per una caduta da cavallo, ancora dodicenne. Ma forse non tutti sanno che in questa deliziosa chiesa cittadina vi è un crocifisso ritenuto miracoloso da molti secoli. Il crocifisso ligneo, restaurato di recente, è stato in passato religiosamente venerato dalla popolazione cittadina. E’ un oggetto unico nel suo genere, in quanto raffigura il Cristo sulla croce già morto, con il volto solcato da un espressione di profondo dolore.leggenda-chiesa-san-domenico-trapani L’opera lignea la si fa risalire alla seconda metà del trecento, anche se vi è una leggenda per cui il crocifisso, proverrebbe dalla Palestina, avendo quindi origini medio-orientali e che sia stato scolpito dal discepolo di Gesù San Nicodemo. Nicodemo che era Dottore della Legge e membro del Sinedrio, impressionato dai suoi miracoli divenne discepolo di Gesù ed insieme a Giuseppe d’Arimatea, un altro discepolo, raccolse il corpo di Gesù sotto la croce, lo avvolse nella sindone e lo depose nel sepolcro. Molte sono le leggende cittadine di carattere popolare che attestano mirabili prodigi e presunti miracoli attribuiti a questa iconica statua del Gesù morto. Si narra ad esempio che in un’occasione, durante una pestilenza avvenuta nel 1524, il costato del Cristo abbia all’improvviso preso inspiegabilmente a sanguinare e nel contempo il morbo della peste cessò di funestare la popolazione, che allora gridò al miracolo. In un’altra occasione, nel 1624, si racconta che una donna trapanese nata cieca, riacquistò istantaneamente la vista dopo essersi passato sugli occhi con un fazzoletto, in segno di devozione, l’olio che alimentava la lampada del Crocifisso.leggenda-chiesa-san-domenico-trapani E ancora nel corso di un’altra carestia, avvenuta nel 1672, al tempo delle vacche magre, quando in Sicilia più di centomila persone morirono di fame, si narra che allorquando la cittadinanza decise di portare il Crocifisso in processione per le vie di Trapani, due navi, cariche di frumento, giunsero in città permettendo alla popolazione di sfamarsi. Ma il più strabiliante dei prodigi attribuiti a questo crocifisso che si siano mai compiuti, fu testimoniato da un notaio cittadino, e celebrato nelle memorie cittadine, giunte sino a noi e riportate in una targa storica posta a lato della statua. Si racconta dunque che un fanciullo di nome Rocco, durante una grave carestia, chiese insistentemente del pane alla madre, la quale non avendo nulla di che sfamarlo, gli consigliò ironicamente di andarlo a domandare a quell’uomo che stava sulla Croce della Chiesa di San Domenico. Il bambino, nella sua infinita ingenuità, andò di fatto a chiedere un tozzo di pane alla statua di legno che si trovava in chiesa, ebbene questa storia che ancora si racconta in città vuole che Rocco ricevette un pane proprio dalla mano di quella statua di Gesù. Sparsasi la voce dell’avvenuto miracolo, la gente di corsa si recò nella Chiesa e si dice che in quell’occasione trovò il braccio del Cristo proteso in avanti, effettivamente schiodato dalla croce, in una posa offerente che ancora oggi sfugge alla comprensione e che ammanta questa statua miracolosa di un profondo mistero religioso. A cura di Michele Di Marco

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