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CONGREGAZIONE SS. CROCIFISSO

Cenni storici

L’origine del culto per il SS. Crocifisso è ignota e la sua memoria è affidata alle fonti storiche, essendo vaghe ed imprecise quelle orali. Fino al 1751 il paese di Montelepre era posto sotto la protezione di “Maria SS. del Rosario”, ma secondo quanto attestato da un’antica tradizione, in quell’anno pervenne nella cittadina un simulacro del Cristo giunto a Palermo da paesi lontani, su una barca.
Così dal 1752 il SS. Crocifisso divenne PATRONO DI MONTELEPRE e gli si tributarono i primi festeggiamenti. Il SS. Crocifisso si trova nella Chiesa Madre sopra l’altare maggiore nel cappellone centrale. La Croce su cui poggia il Cristo è di legno con fasce di pietra agata. Il Simulacro viene ogni anno portato in processione su un’artistica “Vara” composta da un piedistallo su cui poggiano quattro colonne centrali di sostegno affiancate da otto colonnine – due per lato – sormontate da una decorazione scolpita nel legno di tipo corinzia, e tutte insieme reggono la cupola che è sormontata da una croce di legno dorata. Al centro sotto la cupola viene posto il simulacro del Cristo e ai piedi, tre per lato, siedono i bambini.
Anticamente la Vara veniva portata a spalla mediante aste e poggiava durante le varie soste nella processione, su sostegni di legno detti “vanchi”.
Gli uomini che caricavano la Vara erano soprattutto contadini e pagavano persino il posto, successivamente però veniva loro dato un compenso in natura, ad esempio della pasta, considerato il periodo di disagio economico.
I portatori della Vara dapprima vestivano pantaloni neri, camicia bianca, sciarpa rossa con frange finali, legata alla cinta, ed in testa portavano un fazzoletto bianco annodato alla nuca.
Successivamente la sciarpa è stata sostituita da una casacca rossa legata ai fianchi con cordelline rosse e sul davanti un medaglione con la Croce del Cristo a rilievo.
La Vara del SS. Crocifisso anticamente, durante la processione, era seguita oltre che dai fedeli e dalla banda musicale, anche dai contadini con gli  animali, muli e cavalli addobbati con nastri rossi al collo, sulla criniera e sulla coda, in segno di ringraziamento e di devozione.
Agli inizi degli anni settanta però la tradizione del SS. Crocifisso portato “a spalla” è stata, per vari motivi, interrotta così la Vara negli anni a seguire è stata caricata, per la processione, su un carrello a motore, appositamente acquistato con il contributo dei monteleprini.
Il 3 luglio 1994, dopo quasi 25 anni, la Vara del SS. Crocifisso è ritornata ad essere portata in processione “caricata a spalla” da una moltitudine di uomini, che con intensa devozione hanno voluto offrire il loro sacrificio al Signore, dopo aver manifestato giuramento collettivo, prima della processione, nel corso della messa vespertina ed indossato il nuovo scapolare benedetto.
L’iniziativa ha scosso il Paese di Montelepre cha da tanto aspettava questo ritorno all’antico, suscitando così un corale consenso di ammirazione, ed in seno ai più anziani un’intensa commozione al passare della processione del PATRONO.
Appena dopo tale processione, le pessime condizioni strutturali del fercolo indussero i promotori del ritorno della Vara a spalla ad intraprendere un’altra iniziativa, il restauro, anzi l’approntamento di una nuova Vara in tutto simile alla vecchia, oramai poco affidabile in stabilità e sicurezza.
Così il primo luglio 1995, l’allora Vicario del Vescovo – Mons. Francesco Sparacio – ebbe l’onore, come allora lui stesso affermò, di benedire in apposita cerimonia la Nuova Vara del SS. Crocifisso.
Tale opera è stata realizzata grazie alla collaborazione di tutti i monteleprini, dei concittadini emigrati in America ed in Canada, del Comitato Festeggiamenti del “SS. Crocifisso”, delle Deputazioni “Addolorata” e “Cristo Morto” ed infine della Deputazione di “San Giuseppe”.
Dopo questi traguardi gli organizzatori, della ripresa della conduzione della Vara a spalla, pensarono bene di non incorrere negli stessi errori dell’occasionalità passata e così vollero concretizzare quell’aggregazione, nel frattempo di oltre centouomini, manifestando all’Arciprete l’intenzione di voler costituire un’apposita Congregazione dedicata al SS. Crocifisso, Patrono di Montelepre.
Così il 23 febbraio 1996, l’allora Arcivescovo di Monreale – Mons. Salvatore Cassisa – approvò e firmò lo Statuto costitutivo della Congregazione del SS. Crocifisso, il cui scopo sancito nell’apposita Carta Statutaria, è quello di promuovere e valorizzare il culto al SS. Crocifisso valorizzandone e
rafforzandone la fede cristiana, ed impegnandosi nel contempo di portare la Vara caricandola sempre “a spalla”. I “congregati” e “portatori della Vara”, pur continuando a portare le insegne del disciolto Comitato Vara, e cioè una casacca rossa legata ai fianchi da cordelline e sul petto un medaglione con il Cristo a rilievo, annualmente e soltanto per la processione hanno voluto conservare il legame con la paterna tradizione contadina, portando anche loro sul capo il fazzoletto bianco legato alla nuca e il Capo Vara la sciarpa rossa legata alla vita.
Il rito processionale del culto al SS. Crocifisso si ripete da secoli con modalità di svolgimento e forme espressive rimaste per lo più invariate, coinvolgendo tutti gli strati sociali e gli abitanti del circondario, e richiamando molti emigrati che sentono ancora forte il legame con la terra natia.
Da circa un cinquantennio la ricorrenza, civile e religiosa, non ha data fissa e la sua celebrazione avviene o l’ultima domenica di giugno o la prima di luglio. Il Simulacro è preceduto dai membri delle Deputazioni ed è seguito nel suo lento incedere da due lunghe file di fedeli. Nei gesti che durante il cammino si
consumano è condensato il senso del rapporto privato che si instaura tra devoto e Patrono.
I volti stanchi dei portatori Vara, nonché componenti della Congregazione del SS. Crocifisso, sono l’emblema del profondo legame che unisce i monteleprini al Patrono.
Oggi come un tempo quella che affettuosamente in dialetto viene definita “a festa di lu Signuri” o “di lu Crucifissu” è la ricorrenza più sentita, quella che meglio esprime il sentimento religioso-popolare più vivo ed intenso, evocando le aspettative di grazia e di protezione di un popolo profondamente devoto e fedele

 

Sorgente: Il paese di Montelepre | il SS CROCIFISSO di Montelepre

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