Il SS. Crocifisso e Maria SS. dei miracoli di Caltabellotta

A differenza di altri centri come Siculiana, Ribera, Santa Margherita Belice, Burgio e Sant’Anna, ove le feste sono riferite esclusivamente al Cristo, a Caltabellotta, invece, la venerazione per il SS. Crocifisso è strettamente legata al culto della Madonna dei Miracoli. Il simulacro del  SS. Crocifisso dei miracoli è una piccola immagine di legno nero, alto circa settanta centimetri e incastonato in una bellissima teca d’argento, sistemata su un supporto di legno. La sua origine è molto antica. Pare sia della scuola orientale e bizantina e la sua fattura è databile, molto probabilmente, intorno all’anno 1300. Un tempo lo si venerava, con il titolo di Crocifisso di Valverde, nella chiesa madre, sul monte Gogalà. Il trasferimento della statua nella chiesa di Sant’Agostino, avvenne però, circa un secolo e mezzo fà, quando la devozione per questa sacra immagine prese maggiormente corpo a causa di particolari prodigi legati alla vita e alla morte di Padre Paolo Rizzuti, agostiniano, popolarmente chiamato “padre Pallu”. Si dice che il sacerdote ai piedi della Vergine dei Miracoli, parlasse confidenzialmente con la Madonna. Si narra che padre Paolo ogni notte vedesse la Madonna dei Miracoli scendere dall’altare, uscire dalla chiesa e dirigersi, su per le balze di monte Gogalà, verso la chiesa madre dove si trovava l’immagine del Cristo, accanto a cui andava a collocarsi. In un dialogo intenso tra il sacerdote e la Madonna, Padre Paolo veniva invitato a portare al fianco di Maria la sacra immagine del Crocifisso allo scopo di interrompere il quotidiano e notturno pellegrinaggio della Madonna che voleva stare accanto al Figlio. Per volontà del popolo venne quindi deciso il trasferimento del Crocifisso. Intervennero le autorità ecclesiastiche e il Cristo “nero” venne trasportato in processione nella chiesa di Sant’Agostino e collocato al lato destro della statua di Maria SS. dei Miracoli. Fu allora che nacque la festa comune del SS. Crocifisso e di Maria SS. dei Miracoli.

Molto sentita è a Caltabellotta la festività religiosa del Crocifisso detto “Dio vivo” perché la statua mostra il Cristo, ancora vivo, prima di esalare l’ultimo respiro. La storia del “Dio vivo” è iniziata l’11 aprile 1880, quando una donna, in un periodo di grande siccità, sognò per tre volte consecutive il Crocifisso, nella vecchia chiesa dei Cappuccini, il quale così implorava: “tiratemi fuori da questo luogo e vi farò grazia della pioggia. Non avranno a soffrire persone, animali e raccolti”. Fu informato il parroco Don Luigi Montalbano, il quale, procedette ad un controllo del registro delle feste. Venne fuori che il Crocifisso non era stato più festeggiato dal 1839. I fedeli presero delle lenzuola e si recarono al convento. Trovarono, in un angolo della cripta, un Cristo impolverato. Lo condussero, in processione, per le vie del paese. Al ritorno, il corteo era arrivato in via Botteghele quando scoppiò un temporale e si gridò al miracolo. Da allora, il Cristo fu collocato in chiesa ed ebbe inizio la grande venerazione per la statua.

Caltabellotta, domenica di fine maggio 1961. Piazzale Ruggero di Lauria. Il momento culminante dell’incontro tra il SS.Crocifisso e la Madonna, Maria SS.dei Miracoli

Caltabellotta, via Impero. La statua in legno del Crocifisso incastonata in una preziosa e antica teca d’argento. Tendaggi di velluto e arazzi, coperti da centinaia di oggetti in oro, ex-voto, adornano l’artistica vara

Catabellotta, chiesa dei Cappuccini. Un immagine del Crocifisso detto “Dio vivo”

Sorgente: Il SS.Crocifisso e Maria SS.dei miracoli di Caltabellotta

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