Il Crocifisso Notaio

Nella chiesa di S. Giovanni degno di nota è un Crocifisso posto sul terzo altare (a destra entrando). Di stile barocco siciliano è della prima metà del XIX secolo, di autore ignoto.
Di dimensioni 3,30 x 1,80 metri circa è in legno scolpito, dipinto e decorato con foglia d’oro.
Corre una leggenda (riportata dallo sto­rico brontese Bene­detto Radice nelle sue Memorie storiche di Bronte) che in passato il  Crocifisso fosse eletto

 come testimone e notaio nelle pattuizioni che i brontesi usavano fare verbalmente davanti a Lui. La tradizione non ricorda alcun debitore che sia venuto meno alla sacra e solenne promessa, come spesso, invece, avveniva (e avviene) con i contratti pubblici.

Ecco cosa scrive il Radice:
«Una leggenda corre ancora per bocca dei Brontesi sul crocifisso. Era quel crocifisso, poco artistico in vero, dai nostri buoni nonni, tempi beati di fede, tenuto come testi­mone e notaio nelle contrattazioni.
Creditore e debitore presentavansi innanzi a Lui: “O san­tissimo Crocifisso di S. Giovanni, diceva il creditore, sii tu testimone che alla tua presenza io dò onze 100 a Tizio in prestito, da restituire fra un anno”. “0 santissimo crocifisso di S. Giovanni, rispondeva il debitore, ricevo da Caio onze 100, che alla tua presenza mi obligo restituire fra un anno, innanzi a Voi sotto pena della mia dannazione”.
La tradizione non ricorda se qualche debitore sia venuto meno alla sacra e solenne promessa. Ora i popoli progrediti in civiltà s’ingegnano di romper fede ai pubblici contratti e stimano stracci di carta le convenzioni anche internazionali. Oh tempora, Oh mores!»

http://www.bronteinsieme.it/1mo/ch_4.html

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